LOTTA
STUDENTESCA
|
LOTTA STUDENTESCA in SARDEGNA: lottastudentesca-sar@libero.it
I punti fermi di LOTTA STUDENTESCA
1. INVESTIMENTI A FAVORE DELL’EDILIZIA SCOLASTICA
Lotta Studentesca pretende dalle istituzioni nuovi investimenti nel settore edilizio per permettere l’utilizzo agli studenti di spazi dediti ad attività sportive e culturali, dotati di piani di sicurezza adeguati e rispettosi dei canoni di agibilità, ordine e pulizia odiernamente trascurati.
Lotta Studentesca, pur legittimando l’esistenza di istituti scolastici privati, pretende che le scuole pubbliche siano le sole beneficiarie dei finanziamenti statali.
2. PROMOZIONE DI CAMPAGNE DI SENSIBILIZZAZIONE CONTRO TUTTE LE DROGHE
Lotta Studentesca tutela il valore del rispetto della Vita ed è per questo che si oppone radicalmente all’assunzione e alla liberalizzazione di ogni tipo di droga, anche quelle ingiustamente definite “leggere”.
Lotta Studentesca, ritenendo le droghe uno strumento di annichilimento giovanile, vuole promuovere campagne di sensibilizizzazione contro le droghe, per poter assicurare al futuro d’Italia una Gioventù coscienziosa e orgogliosa del proprio Passato.
3. CONTRO IL CARO-LIBRI
Lotta Studentesca ritiene ingiusta la speculazione attuata sui libri scolastici. E’ ingiusto costringere le famiglie ad acquistare il testo nuovo senza che questo contenga novità sostanziali rispetto a quelli precedentemente adottati.
Lotta Studentesca vuole fermare questa ennesima speculazione a danno delle famiglie Italiane.
Lotta Studentesca sostiene i progetti per la formazione di una cultura Europea che unisca spiritualmente e culturalmente tutti i Popoli del nostro continente; per questo, ritiene di fondamentale importanza lo studio approfondito delle Civiltà Europee, che costituiscono la nostra identità Italiana ed Europea: celtica, greca, romana e cristiana.
Lotta Studentesca si oppone infatti all’odierna Unione europea che ha caratteri squisitamente economici e che tralascia le Tradizioni religiose e morali che accomunano gli Stati Europei.4. LOTTA ALLA FAZIOSITA’ DELL’ANTI-FASCISMO IMPERANTE NEI PROGRAMMI DIDATTICI
Lotta Studentesca vuole rivoluzionare il piano di studi, oggi proposto nelle scuole, nelle materie riguardanti la letteratura e la storia. E’ inconcepibile il fatto che la storia che va dalla caduta dell’Impero romano fino alla fine dell’Ottocento sia affrontata solo nei primi due anni del triennio: questo impedisce di fatto ogni sorta di approfondimento. Tutto questo, solo per dedicare all’ultimo anno di studi tutta l’epoca novecentesca e lasciare ampio spazio alla faziosità anti-fascista portata avanti sia dalla maggior parte dei docenti che dai libri di testo obbligatori, che ripropongono fino alla nausea la loro fede multietnica e i partigiana, tralasciando del tutto le stragi dei Gulag e delle Foibe comuniste.
5. INSTAURAZIONE DI PERIODICI CORSI PER AGGIORNAMENTO DOCENTI
Lotta Studentesca, per azzerare la distanza che attraversa scuola e mondo del lavoro, ritiene necessario un completo ed approfondito aggiornamento, da effettuare tramite corsi, di tutto il personale docente, sia riguardante le materie insegnate, sia per apprendere il corretto modo di operare all’interno degli organi collegiali d’istituto.
6. PIU’ SPORT NELLA SCUOLA
Lotta Studentesca chiede un aumento immediato delle ore di Educazione Fisica, materia fondamentale per lo sviluppo fisico e mentale dello studente, con strutture più attrezzate e adeguate a disposizione delle scuole.
CONTRO IL GOVERNO PRODI
Forza Nuova lancia la mobilitazione degli studenti e dei giovani nella lotta al Governo Prodi.
Le ragioni della protesta sono legate alla situazione politica nazionale ma anche alle tematiche del mondo dell’educazione.
I giovani e gli studenti protestano e scioperano perché sanno che questo governo privilegia gli immigrati, favorisce le droghe, apre le porte al “matrimonio gay” e non affronta seriamente né il problema della casa, né quello del lavoro.
Più nello specifico questo Governo taglia ulteriormente le risorse destinate all’educazione, non affronta il problema delle fatiscenti strutture scolastiche e crea un esercito di insegnanti precari senza adeguata specializzazione e formazione.
Questo in un contesto di aggressiva concorrenza di paesi come l’India e la Cina che sfornano centinaia di migliaia di architetti, matematici e fisici, mentre l’Italia, Patria dei più grandi scienziati del mondo, ne produce appena qualche centinaio.
Infine assistiamo al paradosso di scuole che finiscono carta e penne o tagliano sul riscaldamento, ma ricevono fondi rilevanti e inspendibili per ad esempio l’ “educazione stradale degli alunni extracomunitari”.
La scuola è oggi conquista incontrastata dei professori del ‘68 che deformano intere generazioni, le educano ad essere vicini alle droghe, ai “pensieri deboli” e a prepararsi ad un modello di società individualista nella filosofia e comunista nell’organizzazione sociale.
Forza Nuova ritiene che l’educazione debba portare i nostri giovani ad essere protagonisti del domani a formare famiglie sane, a guidare efficientemente imprese e a governare onestamente città; a preparare quindi l’ Italia del domani.LA SCUOLA DI BERLUSCONI NON CI PIACE
La scuola proposta dal ministro Moratti a Forza Nuova non piace. Non piace per due motivi:
1) Il suo riordino dei cicli scolastici è dannoso, inutile e dispersivo.
2) Non si da assolutamente nessuna importanza alla formazione umana dello studente.
Per quanto riguarda il primo motivo, vediamo il contenuto della riforma.
Il sistema attuale prevede:
- SCUOLA MATERNA: 3 anni – periodi didattici: 3 anni;
- SCUOLA ELEMENTARE: 5 anni – periodi didattici: 5 anni;
- SCUOLA MEDIA: 3 anni – periodi didattici: 3 anni – esame di Stato;
- SCUOLA MEDIA-SUPERIORE: 5 anni – periodi didattici: 2+3 anni (licei) o 5 anni (istituti tecnici) – esame di Stato.
Il sistema proposto dalla riforma prevede:
- SCUOLA DELL’INFANZIA: 3 anni – periodi didattici: 3 anni – esame di Stato;
- PRIMO CICLO: PRIMARIA (5 anni) – SECONDARIA (3 anni) – periodi didattici: 2+2+1 (PRIMARIA) – 2+1 (SECONDARIA) – esame di Stato;
- SECONDO CICLO: LICEI (5 anni) - ISTITUTI PROFESSIONALI (4/5 anni) – periodi didattici: 2+2+1 – esame di Stato.
Non cambia molto, in alcuni casi sono stati semplicemente cambiati i nomi.
Il vero cambiamento è l’introduzione dei licei economico, tecnologico e delle scienze umane; non condividiamo questa modifica perché impone una specializzazione del tipo di studi, che lede la formazione umana e culturale degli studenti.
Infatti, se già a 14 anni si focalizza l’attenzione di un giovane solo su certe materie, inevitabilmente la sua formazione sarà parziale.
Non condividiamo la suddivisione dei licei nei 3 periodi didattici (2+2+1), perché segmenta troppo la programmazione degli insegnamenti: letteratura, storia, filosofia, matematica, richiedono percorsi almeno quadriennali; di conseguenza avrebbe più senso un quadriennio e un ultimo anno “diverso” o un primo anno di raccordo con la scuola (SECONDARIA DEL PRIMO CICLO) e un quadriennio vero e proprio.
Per quanto riguarda il secondo motivo, dal dopoguerra in poi l’istruzione italiana ha subito un declino che, riforma dopo riforma, si è fatto sempre più evidente.
Una scuola che crolla a pezzi sia da un punto di vista delle strutture materiali, che da un punto di vista dei contenuti.
La scuola Italiana ieri era un vivaio per formare veri Italiani e per dare ai giovani valori e insegnamenti morali indispensabili per essere validi uomini e donne pronti ad affrontare la vita futura; oggi è uno strumento nelle mani dei poteri forti, con lo scopo dichiarato di indottrinare i giovani ad accettare l’attuale società soffocata da droga e finte libertà.
E’ diventata l’istituzione che più si avvia a rispecchiare questa generale caduta verso il basso, che si fa oggi più vertiginosa che mai: la pericolosità di ciò sta nel fatto che la scuola è il luogo in cui maggiormente il giovane ha modo di plasmare e cristallizzare la propria visione del mondo.
I diversi ministri, che si sono succeduti in questi anni, non hanno mai cercato di frenare questa corsa verso il baratro, ne sono stati anzi i promotori più accaniti: tutti hanno saputo dare il loro contributo alla distruzione della scuola e quindi della gioventù.
Forza Nuova vuole fermare tutto questo.LA SCUOLA CHE VOGLIAMO
Crediamo fermamente che la scuola debba dare allo studente, oltre a una educazione morale e intellettuale, anche una vera educazione del FISICO, scartata come materia secondaria dal ministro Moratti.
Il giovane deve saper apprezzare l’educazione del corpo, oltre che come svago all’aria aperta, come disciplina che lo sappia forgiare anche nella mente.
Un’idea questa riassumibile nel detto latino “mens sana in corpore sano”.
Il giovane non deve perdere i suoi anni migliori in ciò che lo distrugge, ma deve passare il suo tempo insieme ai coetanei ad imparare ciò che costruisce.
Un’educazione del fisico, integrata pienamente coi contenuti degli altri insegnamenti, avrà un’importanza sociale di estremo rilievo.
Alla scuola degradata delle droghe Noi opponiamo una scuola delle Idee, alla scuola che incita alla mescolanza razziale Noi opponiamo una scuola che elogi le differenze e difenda l’Identità Nazionale, alla scuola che insegna il più barbaro materialismo di stampo illuminista e marxista Noi opponiamo una scuola della Tradizione, che sappia formare l’Italiano del domani facendogli apprendere il significato della Patria, del Sacrificio e il Senso Eroico della Vita.
Il problema della sicurezza delle scuole è oggi tra i più importanti, come testimoniano i tragici accadimenti verificati a San Giuliano.
Non ci sono tante soluzioni possibili: proponiamo lo stanziamento straordinario di 50 milioni di euro e la creazione di un ufficio ispettivo del ministero, per verificare l’agibilità e lo stato di conservazione di tutti i complessi scolastici entro 2 anni, in collaborazione con personale tecnico, docenti e genitori.
La mancanza di certificazioni di agibilità e il mancato rispetto delle norme di sicurezza (si pensi alle denunce Tv di “Striscia la notizia”) devono essere severamente puniti, perché, oltre alla violazione della legge, si mette in pericolo la vita di centinaia forse migliaia di studenti.
Per evitare sprechi, sarà necessario superare l’attuale dispersione di responsabilità tra assessori, dirigenti e funzionari vari (le scuole materne, elementari e medie sono di competenza dei comuni, le scuole medie-superiori delle province), attribuendo la gestione degli edifici scolastici ad un unico ente pubblico regionale (più tecnico e meno politico).
Qualche tempo fa Azione studentesca fece notizia per un opuscolo che denunciava i testi di storia più mistificatori e politicamente faziosi: ora AN è al governo e nulla è stato fatto per cambiare la tanto combattuta “cultura di regime”.
A destra come a sinistra si utilizza il termine “revisionisti” per indicare chissà quali pericolosi individui. A questi signori noi rispondiamo: “Sì, siamo revisionisti! Non tolleriamo che nei libri si continuino a scrivere falsità e si utilizzi una “storia” distorta come mezzo di propaganda politica. Si! saremo sempre pericolosi per la vostra “storia ufficiale”, perché fino a quando manterremo la capacità di pensare con la nostra mente, non accetteremo mai la menzogna, ma ameremo con tutto il nostro cuore la sacro santa verità!”
REVISIONISMO ecco la nostra parola d’ordine.
Ma non solo revisionismo storico: anche in letteratura, filosofia, storia dell’arte, scienze naturali, Forza Nuova vuole che vengano rivalutati uomini e idee attualmente etichettate come “politicamente scorretti” o “fascisti”, solo perché non conformi al pensiero catto-comunista dominante. Forza Nuova vuole abbattere la cultura di regime per creare un insegnamento e una cultura ed un’educazione Nazionale e non partigiana.
Tutte le scuole (licei ed istituti tecnici) devono garantire una formazione di base comune, sintetica ma esaustiva, un minimo comune denominatore culturale per ogni studente, indipendentemente dall’indirizzo prescelto, che tenga conto dei capisaldi della storia, della letteratura, della filosofia e in generale della tradizione del sapere Italiano.
Partendo da questa “piattaforma culturale” comune, i licei devono distinguersi per un’ istruzione approfondita ispirata distintamente agli indirizzi scientifico, umanistico e artistico. Partendo da questa “piattaforma culturale” comune, gli istituti tecnici e professionali devono organizzarsi e adeguarsi per consentire agli studenti un concreto inserimento nel mondo del lavoro, una volta terminati gli studi.
La scuola deve rimanere indipendente dagli interessi economici, ma deve dialogare con le imprese, istituendo tirocini e corsi professionali, per insegnare realmente un mestiere ai giovani; questo indirizzo specialistico non deve precludere l’accesso alle università degli studenti che desiderano continuare gli studi.FINANZIARIA E SCUOLA PRIVATA
Forza Nuova condivide la protesta contro i tagli ai finanziamenti alla scuola statale, considerati gli sprechi in privilegi e le spese inutili diffusi in altri settori dell’amministrazione pubblica.
Il problema della scuola privata rimane complesso e facilmente strumentalizzabile.
E’ inaccettabile l’atteggiamento delle sinistre e dei sindacati, che vorrebbero, di fatto, far cessare l’attività delle scuole private attraverso la negazione di qualsiasi tipo di contributo statale, anche indiretto.
E’ inaccettabile la posizione del centro-destra che, per sostenere la scuola privata, sottrae fondi alla pubblica istruzione, già bisognosa di investimenti.
Oggi esiste una sanità privata convenzionata, alla quale un cittadino può rivolgersi se le strutture pubbliche sono inadeguate. Perché non poter fare lo stesso con la scuola? Asili nido e scuole materne private non sopperiscono alla carenza di strutture pubbliche? Perché impedire che un cittadino poco abbiente possa scegliere per i propri figli un certo tipo di impostazione didattica e culturale, che trova solo a costi per lui insostenibili in una scuola privata?
Noi crediamo che, fino a quando nelle strutture statali non verranno garantiti certi percorsi educativi e culturali, le scuole private, che a queste carenze sopperiscono, devono essere sostenute e finanziate; ma, nel momento in cui certi parametri qualitativi venissero raggiunti dalla scuola pubblica, la spesa a favore del privato dovrebbe essere ridotta drasticamente se non interrotta.
Inoltre, attraverso le scuole private, le famiglie possono scegliere di offrire ai figli un’istruzione alternativa a quella impartita dalla scuola pubblica, quasi sempre atea e comunista.
E’ un dovere nazionale, quindi, tutelare l’istruzione privata, concedendo sgravi fiscali proporzionali al reddito per le famiglie che devono sostenere l’onore delle rette mensili.
Tuttavia, è un dovere dell’autorità pubblica vigilare su istituti privati religiosi potenzialmente pericolosi per la cultura e la sicurezza nazionale del Paese: si pensi a scuole integraliste islamiche, che potrebbero trasformarsi in covi e focolai del terrorismo e della propaganda anti-nazionale.UNA FORZA NUOVA PER UNA GIOVENTU’ NUOVA
I giovani, sono il futuro della nostra Nazione: ecco perché, Forza Nuova si batte per una vera e propria Ricostruzione Nazionale, che parte necessariamente e soprattutto dalla scuola.
Combatteremo contro tutto ciò che sta portando oggi la gioventù Italiana al collasso morale (droga, debolezze, ateismo militante, consumismo ecc…); vogliamo dare ai giovani Italiani quei valori in grado di poterli far rialzare lo sguardo. E che questo sguardo sia più vivo che mai.
Diciamo basta a questo sistema e poniamo le basi per creare una Gioventù che possa ancora toccare il Cielo.FORZA NUOVA UNIVERSITA’
Anche in ambito universitario, Forza Nuova con la coerenza di sempre si pone sulla Terza Via:
- Diciamo NO al modello del centro-sinistra, che ha abbattuto la nostra Tradizione Accademica, non ha dotato gli atenei Italiani di strutture adeguate causando un gran numero di abbandoni; ha permesso ai capitalisti nostrani di impadronirsi delle università d’Italia; gran parte delle facoltà sono oggi covi di scorie sessantottine e no-global.
Lo studente universitario non è per loro una risorsa da valorizzare per essere un giorno in grado di guidare il Paese, ma è un ingenuo macchinario da mettere al servizio di un mercato sempre più globalizzato.
- Diciamo NO alla riforma del 3+2 voluta dal centro-destra, il quale ha accettato il ‘68 pur di mantenere integro il suo potere; ha cercato di incentivare le iscrizioni universitarie con una vergognosa semplificazione degli esami; continua a tagliare i fondi all’istruzione rendendo sempre più precaria la situazione di migliaia di insegnanti ed assistenti.
Forza Nuova propone il modello Italiano:
- Blocco della riforma del 3+2;
- Avvio di una riforma universitaria basata sulla meritocrazia;
- Ingenti investimenti in strutture, laboratori, borse di studio e aiuti per gli studenti lavoratori;
- Ritorno alla Tradizione Accademica Italiana e valorizzazione della nostra cultura Romana e Cristiana.