DROGA
ARMA DEL POTERE
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“NON
DROGA PER MORIRE, MA IDEALI PER VIVERE!”
Campagna d'informazione contro le droghe “leggere” hashish
e marijuana
CENNI GENERALI
La canapa è originaria dell'Asia centro-meridionale, ma è ormai presente e coltivata in quasi tutto il mondo e permane anche allo stato selvaggio in diverse zone temperate e tropicali.
Dalla canapa, soprattutto dalla sottospecie indica, si ottengono l'hashish (la resina dei fiori impastata con miele o grasso animale) e la marijuana (miscela di varie parti essiccate della pianta, soprattutto le infiorescenze e le foglie).
DIFFERENZE
Principio farmacologicamente attivo della cannabis è il THC (delta-9-tetraidrocannabinolo). Tale sostanza è prevalentemente contenuta nella resina che riveste le infiorescenze femminili ed è questo il motivo per cui l'hashish (prodotto proprio a partire dalla resina) ha maggiore potenza psicoattiva della marijuana. Ancora più concentrato l'olio di hashish, ottenuto mediante la distillazione di quest'ultimo e che consiste in una sostanza scura e fluida.
EFFETTI
I derivati della cannabis adoperati per finalità psicoattive vengono generalmente introdotti nell'organismo per via inalatoria (fumo) e in questo caso gli effetti iniziano a manifestarsi in pochi minuti dall'assunzione. Il picco massimo di concentrazione plasmatica del principio attivo è raggiunto in circa dieci minuti per poi decrescere completamente nel giro di due o tre ore. Nel caso in cui il THC venga ingerito (misto ad altri alimenti o in forma di infuso mescolato al thé) gli effetti si manifestano in ritardo (iniziando dopo 45 - 120 minuti a seconda che lo stomaco sia o meno vuoto) e hanno una durata prolungata.
Gli effetti psicologici che vengono sperimentati dai consumatori di hashish e marijuana sono piuttosto influenzabili dal "set" e dal "setting", cioè dalla personalità, dalle aspettative e dalle motivazioni dei consumatori e dalle condizioni ambientali e sociali connesse all'uso. Gli stessi effetti consistono fondamentalmente in alterazioni dell'umore e delle percezioni (pur se in maniera meno accentuata, in quest'ultimo ambito, rispetto ad allucinogeni come LSD o Mescalina).
Gli effetti fisiologici dei derivati della cannabis possono essere considerati sia per ciò che riguarda le modificazioni a breve termine, che in una prospettiva di lungo periodo. Nel primo caso si segnala tachicardia, vasodilatazione, aumento della salivazione e della sensazione di fame, irritazione delle congiuntive (i classici occhi arrossati costituiscono uno dei principali segni esteriori del consumo, insieme al tipico atteggiamento sciocco ), riduzione dei tempi di reazione, incertezza nell'equilibrio e nel coordinamento psico-motorio; possono anche verificarsi episodi di cefalea e di tosse.
A lungo termine possono verificarsi alterazioni del sonno, congiuntiviti, bronchiti e anche alterazioni immunologiche.
Anche nel caso degli effetti psicologici, può essere opportuno distinguere quelli immediati da quelli di più lungo periodo. Tra i primi si segnalano la dilatazione della percezione del tempo, l'incremento dell'intensità e della vivacità degli stimoli sensoriali e delle percezioni, anche legate alla memoria. Ciò può essere accompagnato da condizioni mentali di benessere ed euforia, loquacità, rilassamento, disinibizione. A lungo termine possono evidenziarsi instabilità dell'umore, trascuratezza personale, passività, apatia, demotivazione, calo nella capacità di tollerare frustrazioni, deficit della memoria e dell'attenzione.
Si segnalano inoltre, non di rado, reazioni psicologiche negative all'assunzione di derivati della cannabis. Ciò, verosimilmente, anche in relazione alle condizioni personali di chi effettua l'esperienza. Tali reazioni possono tradursi in irritabilità, piccole manie di persecuzione, confusione, ansia, disorientamento fino a episodi disforici, reazioni di panico, veri e propri episodi psicotici di vario genere. La consuetudine nell'uso di derivati della cannabis si ripercuote in alterazioni del metabolismo cellulare, nello sviluppo fetale, nella motilità degli spermatozoi, nella funzione vascolare, nell'istologia dei tessuti cerebrali e nel sistema immunitario. Per quanto riguarda l'apparato respiratorio si può assumere che il "peso" di uno spinello sia paragonabile a quello di 4 sigarette.
Recentemente si assiste al dibattito circa il possibile inserimento della cannabis nella farmacopea, relativamente al suo possibile utilizzo in medicina, con particolare riferimento al trattamento del dolore, dell'inappetenza e anche in oculistica. Qualsiasi eventuale impiego clinico di queste sostanze non può autorizzare alcun uso "ricreativo" delle stesse, che sono e rimangono DROGHE.
FORZA NUOVA si batte:
- per impedire ogni forma di legalizzazione delle droghe, come vorrebbero radicali e comunisti;
- per contrastare la “kultura” dello sballo e della’auto-distruzione dei giovani, come insegnano mode, tv e giornali;
- per rivalutare il rispetto e la difesa della vita, seguendo il principio “mens sana in corpore sano”.