"IL MEGAFONO - FORZA NUOVA"
 

IL MEGAFONO giornale di opposizione nazionale

Forza Nuova - Foglio di Lotta notiziario di Politica e Cultura del  Movimento

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SUBITO LA MORATORIA SULL’ABORTO E L’ABROGAZIONE DELLA 194
Tratto da "IL MEGAFONO" n°2 Anno VIII a cura di Gianguido Saletnich

Che a scatenare nuovamente il dibattito e la polemica sull’aborto e sulla legge 194, sia stato un ex sessantottino doc come Giuliano Ferrara, allineato su posizioni “neo-cons”, dà adito a molti dubbi sulla sincerità dell’iniziativa. Tuttavia, potremo fidarci del vacchio adagio che recita: “le vie del Signore sono infinte!”. A nostro avviso, la legge che regolamenta le interruzioni volontarie di gravidanza va assolutamente rivista, ed in ultima analisi, abrogata.
Le ragioni sono innumerevoli. Anzitutto la 194 si fonda su una grande menzogna: il diritto della donna ad autodeterminarsi, meglio noto con il vetero slogan “l’utero è mio e lo gestisco io!”. Menzogna perché il fulcro della discussione non è il diritto individuale, ma il diritto alla vita che trascende ogni individualità. (...)

“MUTUO STRACCIATO – MUTUO PAZZO” 
Tratto da "IL MEGAFONO" n°1 Anno VIII a cura di Andrea Minchio

Tutti parlano del caro mutuo e dell’indebitamento ormai totale delle famiglie italiane, spinte all’acquisto a rate dalla pubblicità per qualsiasi prodotto ( auto, hi-tech, mobili, spesa alimentare) con pagamenti post-datati. Lungi che prima o poi arrivano. Ma pochi ricordano che fino a dieci anni fa i tassi d’interesse erano ben più alti sul mutuo prima casa ma l’economia ed il benessere del paese erano superiori. Cos’è successo? Perché adesso con un tasso medio del 5.5% le famiglie stentano ad arrivare a fine mese? La risposta può sembrare banale ma è realistico dire che gli stipendi di dieci anni fa avevano un potere d’acquisto superiore di quelli odierni (vedi numero 3 del Megafono – articolo di Alessandro Arboit) e che la società impone di indebitarsi per raggiungere un status simbol benestante a tutti i costi. (...)

AGGIUNGI 170MILA POSTI A TAVOLA CHE CI SONO DEGLI “AMICI” IN PIU’
Tratto da "IL MEGAFONO" n°3 Anno 0 a cura della Redazione

E’ stato firmato il decreto flussi. Sono 170 mila per il 2008 gli ingressi consentiti a lavoratori extra Unione Europea. Il ministro di Rifondazione Ferrero precisa che questo è da intendersi “come ‘decreto ponte in vista della modifica della normativa che permetta la gestione nella legalità e nella regolarità del grande fenomeno migratorio” e si auspica che il Parlamento consegni, per i primissimi mesi dell’anno, la nuova legge. Che sancirà la definitiva invasione del Paese. (...)

La precarietà contro i giovani e le famiglie
Tratto da "IL MEGAFONO" n°2
Anno 0 a cura di Paolo Zioni

La propaganda di Confindustria e soci a favore della flessibilità selvaggia del mercato del lavoro, ha dimostrato la sua falsità. La precarietà introdotta in Italia nel 1997, dal primo Governo Prodi, con l’approvazione del “pacchetto Treu” ha di fatto legalizzato il caporalato con la diffusione delle agenzie di lavoro interinale. Da allora il lavoro precario, che prima era un fenomeno del tutto marginale, ha trasformato (in peggio!) le condizioni di vita di milioni di persone.
Il governo Berlusconi con la “legge Biagi” (legge 30), e l’attuale governo Prodi con il recente protocollo di riforma del welfare (scandalosamente sostenuto dai vertici sindacali), hanno completato l’opera di precarizzazione totale del mercato del lavoro. (...)

“Ferrero: il ministro anti-italiano che aizza gli extracomunitari”
Tratto da "IL MEGAFONO" n°1 Anno 0 a cura della Redazione

A quanto pare, tra i pochi in Italia a non essersi ancora resi conto degli atroci danni che sta causando l’immigrazione selvaggia, pare sia rimasto Paolo Ferrero, Ministro della Solidarietà Sociale del Governo Prodi.
Per il Ministro sarebbe ora che gli immigrati dessero via ad una protesta, perché “è giusto che gli immigrati siano incazz... come delle bestie”.
E, durante un’incontro alla camera del lavoro di Milano, Paolo Ferrero ha invitato a “denunciare alla magistratura chi, come ambasciate o consolati mettesse dei vincoli al rinnovo del permesso di soggiorno”.
“Non ci sono parole per commentare le vergognose esternazioni di Ferrero” questo il commento di Roberto Fiore, Segr. Nazionale di Forza Nuova
“Anzichè ergersi a paladinodell’arrogranza degi extracomunitari, Ferrero farebbe meglio a ricordarsi di essere Ministro degli italiani, e di avere per tanto il dovere di occuparsi delle problenatiche del suo popolo”. (...)

“LA GENESI”
Tratto da "Case popolari agli Italiani" a cura dei Nuclei d’Azione Casa di Forza Nuova

Affitti alle stelle, mutui soffocanti… Tutto questo mentre il carovita aggredisce impietosamente il potere d’acquisto di stipendi e pensioni.
Case popolari ridotte a ghetti per immigrati e a tristi avamposti del degrado metropolitano.
E’ tempo di soluzioni definitive, è tempo per i Nuclei d’Azione Casa.
Forza Nuova istituisce i Nuclei d’Azione Casa, la risposta militante al problema dell’emergenza abitativa: nuclei pronti ad agire ovunque ce ne sia bisogno.
Il loro compito sarà di comunicare all’opinione pubblica il dramma che migliaia di famiglie italiane vivono ogni giorno, sostenendo le legittime aspettative della comunità nazionale nell’inquietante panorama della crisi delle politiche abitative.
I Nuclei d’Azione Casa si batteranno senza compromessi, attivandosi con una tenace campagna che partirà in quei quartieri popolari degradati ove milioni di nostri connazionali vivono in condizioni disonoroveoli e precarie.
Il messaggio dei NAC è èstremamente attuale in un’Italia ove la povertà e la precarietà vengono continuamente accentuate da politiche impopolari, che salvaguardano esclusivamente gli interessi di pochi grandi speculatori immobiliaristi, unici e incontrastati tiranni del mercato dell’edilizia nazionale.

 


“PER LA RICOSTRUZIONE ECONOMICA E SOCIALE”
Tratto da "LA SFIDA CORPORATIVA" a cura del Dipartimento Corporazioni di Forza Nuova

I blocchi portuali e stradali degli allevatori e la “country side march” a Londra, in Gran Bretagna; le violente proteste degli autotrasportatori e ancora le manifestazioni di massa degli agricoltori in Francia; la rivolta delle arance e dell’olio, la guerra del latte con contorno di sbarramenti autostradali e poliziotti annaffiati di liquame in Italia… Perché il sistema economico non funziona al punto che le categorie produttive (quelle vere) si ribellano all’autorità costituita?
Questo piccolo volume raccoglie una serie di articoli apparsi su “Foglio di Lotta”, periodico del movimento Forza Nuova, sul tema del corporativismo, oltre ad un rapporto più tecnico di “economia alternativa” applicata a partire dall’inizio del secolo nell’isola di Guersney, nel Canale della Manica. Lungi dal pretendere di fornire soluzioni facili ed immediate per problemi che si presentano piuttosto complessi ed articolati, vuole solo dimostrare che l’alternativa alla globalizzazione economica, alle speculazioni planetarie sulla pelle dei popoli, allo strapotere di burocrati prezzolati è possibile. Che senza quote latte, trattato di Maastricht e debito pubblico si può vivere. Meglio.

 

 

 

“GLI AGRICOLTORI SUL PIEDE DI GUERRA”
Tratto fa "Forza Nuova" n°6 Anno III - Autunno 2006

Sale la rabbia degli agricoltori nel centro-sud. Dopo i 5 disastrosi anni di “ministero Alemanno” pochi sono quelli che si illudono sull’attuale ministro Di Castro. Proveniente dallo stretto entourage di Prodi, il neoministro non avrà il coraggio di fare ciò che Sforza Ruspoli, i Centri di Azione Agraria, Forza Nuova e tutti gli agricoltori chiedono e cioè di portare il settore agricolo fuori del mercato. 
L’Italia infatti se vuole salvare la sua agricoltura, la sua autosufficienza alimentare e quindi la sua indipendenza deve garantire il mercato italiano agli agricoltori italiani, bloccando l’invasione dei prodotti cinesi, africani ed asiatici e sottraendo ai colossi della distribuzione il diritto di vita e di morte che hanno sul contadinato italiano.

“LOTTA E VITTORIA”
Tratto da "Forza Nuova" n°5 Anno III - Primavera 2006

Quando il centro-sinistra ha vinto le ultime elezioni, in virtù della composizione eterogenea della coalizione e della presenza al suo interno di forze che veicolovano agli elettori una rassicurante immagine moderata e perfino “cattolica” (UDEUR e Margherita), i commentatori politici avevano pronosticato un approccio “delicato” e graduale ai nodi della politica italiana e un punto d’arrivo tutto sommato ragionevole e non troppo lontano dalle tradizionali linee della politica moderata nazionale. Si erano sbagliati. L’ipoteca ricattatoria sull’esecutivo della fazione di sinistra più intransigente e la vera, nascosta natura, della personalità politica e morale di Romano Prodi (un comunista dissolutore pronto a ogni infamia sotto la maschera della bonoimia cattolico-progressista) hanno impresso, con decisione e spregiudicatezza estreme, un’immediato corso veramente eversivo mirante alla rapida dissoluzione della nostra Patria. In tutti i campi: dall’economia alla bioetica, dall’immigrazione alla politica estera, dalla scuola alla famiglia, il governo ha messo in pratica le ricette sovversive dettate, a livello globale, dai poteri forti neo-comunisti e neo-liberali che coniugano gli interessi con deliri antiproibizionisti e amorali dei vari Soros e Pannella. (…)

“EUROPA: LE ELEZIONI PREMIAMO I MOVIMENTI NAZIONALI”
Tratto da "Forza Nuova" n°4 Anno II - Novembre 2005

GERMANIA: le ultime elezioni nazionali e i loro esiti hanno dimostrato la truffa dei sistemi bipolari che oppongono coalizioni portabandiera della stessa visione del mondo neo-liberista, filo-americana e nemica dei lavoratori; dopo aver speso miliardi a farsi la guerra mediatica, ad uso e consumo degli ingenui elettori, le due forze apparentemente opposte, non avendo ottenuto un risultato chiaro, hanno pensato bene di allearsi per formare un governo basato sui comuni programmi e le comuni basi ideali. Unica vera opposizione, quella dei nostri consociati della NPD che hanno triplicato il loro risultato e omogeneizzato la presenza su scala nazionale raggiungendo l’1,6% e ponendo le basi per un grande balzo in avanti non appena la coalizione socialista/democristiana avrà fallito nella gestione del paese.
AUSTRIA: dopo che il movimento nazionalista di Haider, l’FPO, aveva raggiunto il governo nel 2000 si sono evidenziati, all’interno del partito, alcuni fatti sinistri. E’ venuta alla luce la decennale collaborazione di Haider coi servizi segreti americani e israeliani mentre il suo ministro dell’economia perdeva tempo a farsi fotografare mentre si sbaciucchiava, in giro per il mondo, con la miliardaria divorziata Fiona Swarosky, alla faccia delle politiche sociali. Haider e i suoi accoliti venivano espulsi dall’FPO e formavano un partito autonomo. Nelle ultime elezioni austriache l’FPO, libero da infiltrazioni, cominciava a risalire la china ottenendo il 7% dei consensi mentre il partito filo-sionista di Haider non superava il 2%. L’FPO è ora attestato su salde posizioni cattoliche, sociali e nazionali. Forza Nuova è stata invitata al prossimo congresso nazionale che si concluderà con una SS. Messa in rito Tridentino Latino.
POLONIA: le ultime elezioni hanno visto tre partiti attestati su posizioni nazional-cristiane raggiungere, insieme, il 48% dei consensi. Questa è stata la reazione a 5 anni di malgoverno e malcostume del partito post-comunista, appoggiato dalle lobbies finanziarie apolidi. Il tentativo da parte delle forze mondialiste di attuare il solito trucco di sostituire i post-comunisti con i neo-liberali è, in Polonia, miseramente fallito. Il 23 ottobre si è poi tenuto il ballottaggio per le elezioni presidenziali tra il candidato nazional-cristiano e quello liberale. Sul candidato cattolico sono confluiti i voti dei populisti e dei contadini consentendogli di essere eletto presidente nonostante i soliti sondaggi ammaestrati lo dessero perdente. Per la Polonia si apre un’epoca di autonomia e giustizia sociale e nazionale.

“GIORNALISTI MAGGIORDOMI”
Tratto da "Forza Nuova" n°3 Anno II - Estate 2005

Ci sono Italiani che faticano più degli altri a capire cosa sia successo ai referendum. Tra questi, sicuramente, i lettori dei grandi quotidiani. Il professionista o lo studente che in questi mesi ha letto solo il Corriere o La Repubblica o La Stampa deve essere rimato letteralmente sbalordito da quell’avaro 25% di votanti! Certo, era possibile che l’astensione prevalesse, si sa infatti che è in atto una reazione cattolico-integralista, ma era pur sempre configurabile una sconfitta solo di misura.
La sconfitta, invece, è stata una Caporetto, ed appare incredibile. Tutto era così chiaro: la Legge 40 era crudele, medievale, nemica delle donne e dei malati e, inoltre, era riprovata da tutta la crema della società: i radicali in primis, le sinistre, i “cattolici adulti e veramente democratici”, i medici più fotogenici, gli intellettuali più gettonati, le attrici più belle nonché il Ministro delle pari opportunità e il suo amichetto onorevole kippà.
Con un simile, politicamente correttissimo schieramento, dispiegato ogni giorno sulle pagine delle corazzate dell’informazione italiana, i lettori non potevano avere dubbi su come stavano realmente le cose. Né potevano immaginare che mentre Veronesi proclamava che scimpanzè e uomo pari sono, mentre Giovanni Sartori sosteneva che l’embrione è inesistente, mentre Emanuele Severino avviluppava il povero letore del Corriere nella rete della sua filosofia, altri Italiani, attraverso canali alternativi e semiclandestini, imparavano sulla fecondazione assistita cose che i grandi giornali non raccontavano.
Per esempio che le cellule staminali embrionali ad oggi non curano proprio nessuno; che la selezione reimpianto è vietata, in quanto pratica eugenetica, in molti paesi d’Europa; che in Gran Bretagna, da quest’anno i donatori di seme non sono più anonimi, perché ogni figlio ha diritto a conoscere suo padre.
Argomenti che i grandi giornali al servizio delle oligarchie non hanno trattato, ma che hanno percorso i canali sotterranei del dissenso al pensiero unico laico e sono divenuti elementi di una cultura consapevole e per niente supinamente obbediente ai dicktat della gerarchia cattolica, come certi laici amano fantasticare, preferendo cullarsi nei loro vecchi schemi mentali che confrontarsi con la dura realtà.
C’è stata, dunque, per mesi un’Italia non vista, sommersa, che si è voluto ignorare. Parlano e parlavano la Montalcini, le Donne per il Sì, scriveva Eugenio Scalfari, si esponeva la Prestigiacomo, insomma girava il disco autoreferenziale senza che ci si accorgesse della contro-cultura cattolica.
Poi, del tutto inaspettata, questa percentuale a dire; avete la bussola guasta! L’Italia sta da un’altra parte!
Uno straniero che avesse letto i nostri quotidiani, prima dei referendum, avrebbe detto: “L’Italia sta andando verso un plebiscito contro una legge ingiusta e crudele”.
I quotidiani, invece di raccontare la realtà, hanno tentato di crearla, assecondandola ai loro ottocenteschi pregiudizi ideologici. Alleati dei poteri forti nel raccontare una modernità obbligatoria. Ma la realtà del Paese non ha ubbidito, e neanche questa volta lo racconteranno!

LA SCUOLA NELL'ORDINE FORZANOVISTA
Tratto da "Forza Nuova" n°2 Anno II - Marzo/Aprile 2005 

Partiamo dal presupposto che il fine primario della scuola deve essere quello di formare persone in grado da sole di leggere, comprendere e vagliare il mondo; creare uomini e donne in grado di comprendere la società, la natura e le sue leggi, persone dotate di coscienza critica, morale e religiosa; riteniamo che la rinascita della scuola italiana passi, necessariamente, attraverso una radicale riscoperta della nostra Identità e della nostra Tradizione.
Forza Nuova Studenti si batte quindi per un modello educativo che unisca i principi e il retaggio della Cristianità con la Tradizione Italiana e con un intelligente e ponderato approccio alla modernità.
E’ soprattutto su questo tema che incentriamo la nostra lotta politica e culturale nelle scuole.
Noi riteniamo che il risanamento della scuola pubblica italiana sia un obbiettivo fondamentale da raggiungere per gli interessi stessi della nostra Nazione.
Obbiettivo che, sia chiaro, non necessita per il suo raggiungimento unicamente di soldi e finanziamenti a valanga, ma soprattutto di una nuova impostazione umana e culturale.
La pseudocultura omologante imposta in nome del mondialismo va combattuta mediante l’adozione di un unico piano di educazione culturale in tutta Italia, e, per ogni regione, un diversificato ed approfondito studio delle tradizioni locali. Tale piano educativo sarà incentrato sullo studio della nostra vera storia e sulla riscoperta dell’eredità classica, fondamento del vivere civile e del vero progresso. Annettiamo un’importanza primaria alla rivalutazione dell’autorità, del senso del dovere, della disciplina, della Patria e soprattutto, oggi più che mai, del senso del sacrificio.
Tali valori sono stati minati e scardinati negli ultimi decenni dalla sinistra e dai poteri forti, alleati nel creare a tavolino il fenomeno tragicomico del ’68 con la sua ricaduta di pseudovalori libertari sulla parte più suggestionabile della società civile.
Si dovrà, quindi, effettuare una riprogrammazione culturale e morale del personale docente, in modo da eliminare le scorie sessantottine, portatrici di idee malate, innaturali e eversive, ripristinando linee guida conformi a principi naturali e tradizionali.
Sino a quando le nostre scuole saranno dirette da professori e presidi marxisti o docenti menefreghisti ed incompetenti, non in grado di comprendere il ruolo fondamentale che è stato loro riservato nella società, la situazione non potrà mutare minimamente, salvo che da un punto di vista “estetico”.
Palestre più grandi e fornite, aule dotate di decine e decine di computer avanzati, lavagne e banchi nuovi, strutture brillanti e spaziose, per quanto importanti, non sono affatto prioritarie.
Le nostre altre proposte:
1. Blocco totale dei finanziamenti statali alle scuole private non cattoliche;
2. Mantenimento degli attuali orari e cicli scolastici; ripristino di un giorno settimanale (il sabato) dedicato allo sport, alle attività fisiche e alle discipline di addestramenti premilitare;
3. Avvio di una massiccia campagna contro tutte le droghe e contro la cultura stessa della droga per sradicare completamente queste tendenza malata e suicida;
4. Istituzione di un buono scuola per le famiglie non abbienti, poco abbienti o con prole numerosa con l’obbiettivo di supplire alle deficienze della pubblica assistenza nel campo educativo;
5. Creazione di una gabbia sui prezzi dei libri scolastici onde evitare le speculazioni delle case editrici;
6. Creazione di un apposito ufficio ispettivo del ministero, per verificare l’agibilità e lo stato di tenuta e conservazione dei complessi scolastici statali di ogni ordine e grado;
7. Aumento di scambi tra gli studenti Europei;
8. Introduzione di un nuovo esame di maturità, incentrato su tutte le materie dell’ultimo anno e il cui voto finale debba scaturire, per essere giusto e completo, da una media tra il giudizio degli ultimi tre anni e quello dell’esame finale;
9. Ripristino dei “rimandati a settembre” al posto dei nuovi ed inutili corsi di recupero.
Le scuole non devono essere covi di droga libera e pensiero demenziale.
Le scuole devono essere centri di rinascita nazionale.